Fede

Fede

 

La riflessione che nelle righe seguenti si cercherà di esporre ha forse come tema quello che più di ogni altro è basilare per il credente, nonché uno dei più vasti che si possono trattare riguardo al rapporto dell’uomo con Dio ed esso è la fede.

Lungi dal darne una spiegazione esaustiva dell’argomento o farne un trattato dogmatico che ne comprenda tutte le sue sfaccettature, si cercherà di darne uno scorcio con l’ausilio della Sacra Scrittura e di ciò che chi espone ha potuto coglierne in essa a tale proposito. Al Signore sia la gloria!.

Il termine Fede nella Bibbia è citato 248 volte. 11 soltanto di queste nell’antico testamento e, 237 volte nel nuovo testamento. Questo dato, da solo,  già evidenzia che l’attenzione dell’E vangelo, ossia della buona novella, è molto più imperniata su questa parola che nell’antico testamento, dove forse si protendeva più verso le opere ed i cerimoniali, si pensi solo che il termine sacrificio è citato più di 250 volte.

Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono. (Ebrei 11:1)

È questo il versetto che forse più di ogni altro “fotografa” in modo istantaneo la definizione per eccellenza riguardo alla fede e, un altro versetto denso di significato recita:

Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo. (Romani 10:17)

Qui,  è racchiusa la “scaletta” per ricevere fede e cioè: Il Signore dà una parola, la si ascolta, crea fede.

In lingua greca (usata per scrivere il nuovo testamento),  vi sono due termini differenti per indicare il termine parola: Logos e Rema.

La Bibbia fu ispirata dalla definizione Logos di Dio, sovente si leggono nella scrittura termini del tipo: “così parla il Signore” oppure “il Signore disse” e tante altre frasi che evidenziano di un parlare di Dio. In sostanza si può affermare che Logos è la parola generale di Dio, che si estende dalla Genesi all’Apocalisse, ma non è la parola che crea la fede infatti, leggendo dalla Genesi all’Apocalisse, si può ricevere tutta la conoscenza circa Dio e le sue promesse ma, solo con il leggere,  non si riceve la fede; si riceve conoscenza e comprensione, ma non è fede specifica .

La fede, come già citato, viene dall’udire (Rom 10:17). Questa è una fede  vivente ossia quella generata  dalla parola definita Rema. Per meglio illustrare il concetto facciamo ricorso alla scrittura: “Frattanto la barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde, perché il vento era contrario. Ma alla quarta vigilia della notte, Gesù andò verso di loro, camminando sul mare. E i discepoli, vedendolo camminare sul mare, si turbarono e dissero: «È un fantasma!» E dalla paura gridarono. Ma subito Gesù parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!» Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua».  Egli disse: «Vieni!» E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull’acqua e andò verso Gesù. Ma, vedendo il vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!» Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»” (Matteo 14:24-31)

Pietro richiese che Gesù gli desse una parola specifica ossia il “Rema” . Pietro chiese: “Signore se sei tu, comandami di venire da te” (Matt 14:28) e Gesù rispose: “vieni!”. La parola che Gesù indirizzò nei confronti di Pietro, non era Logos ma Rema, Egli dette una parola specifica: “vieni Pietro!”.  In quel frangente Pietro udì il Rema (parola) che creò la fede e gli permise di appoggiare prima un piede e di seguito l’altro al di fuori della barca sull’acqua e che gli consentì di fare prima un passo e poi un altro sui flutti marini, vincendo qualsiasi legge fisica e naturale. Il “Rema” è la parola che crea fede.

La fede è una convinzione interiore, non è sentimento, ma si sente dentro e appartiene allo spirito umano: Dio quando ha  creato l’uomo, usò il suo soffio per renderlo un’anima vivente ed è li, nell’anima e nello spirito che si attacca la fede. Or la fede è certezza di cose che si sperano è dimostrazione di cose che non si vedono ed è l’espansione del cuore umano, se tale espansione è mantenuta senza vacillare e senza dubitare, la potenza divina risponderà sicuramente ad essa. “Una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, e che molto aveva sofferto da molti medici e aveva speso tutto ciò che possedeva senza nessun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata, avendo udito parlare di Gesù, venne dietro tra la folla e gli toccò la veste, perché diceva: «Se riesco a toccare almeno le sue vesti, sarò salva». In quell’istante la sua emorragia ristagnò; ed ella sentì nel suo corpo di essere guarita da quella malattia. Subito Gesù, conscio della potenza che era emanata da lui, voltatosi indietro verso quella folla, disse: «Chi mi ha toccato le vesti?» I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi come la folla ti si stringe attorno e dici: “Chi mi ha toccato?”» Ed egli guardava attorno per vedere colei che aveva fatto questo. Ma la donna paurosa e tremante, ben sapendo quello che era avvenuto in lei, venne, gli si gettò ai piedi e gli disse tutta la verità. Ma Gesù le disse: «Figliola, la tua fede ti ha salvata; va’ in pace e sii guarita dal tuo male»” (Marco 5:25-34).

La donna udì parlare di Gesù. Non sappiamo chi le parlò, non sappiamo le parole che le disse, ma sappiamo che ciò che la donna ascoltò non erano semplici parole ma erano Rema. È questa una prerogativa dei figli di Dio, quando essi parlano delle cose del Signore, quando danno una sincera testimonianza, quando sono ripieni di Spirito Santo, allora le loro non sono più semplici parole, ma sono termini che creano fede. Parole che provengono dall’alto, che hanno un senso, un significato e dirette ad un preciso uditore, senza necessità di consapevolezza da parte di chi le esterna. Il Signore Gesù ci dà uno scorcio di questo avvenimento, allor quando parla degli ultimi tempi:  “Quando vi condurranno per mettervi nelle loro mani, non preoccupatevi in anticipo di ciò che direte, ma dite quello che vi sarà dato in quell’ora; perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo“. (Marco 13:11). È esplicito, lo Spirito Santo parla anche per mezzo dei credenti. (cfr Atti 4:8-21)

Lo faceva allora, lo fa ancora oggi. Quante volte noi credenti abbiamo assaporato un rinvigorire di fede leggendo un determinato versetto della Bibbia, oppure durante il culto abbiamo sentito una particolare esposizione della Parola, un cantico, una preghiera, una testimonianza che ha toccato le nostre corde più intime facendole  vibrare: eravamo predisposti a ricevere il Rema come Pietro, ad ascoltare le cose magnifiche che il Signore fa per noi e altrettante volte, cresceva in noi quella fede che ci spingeva a toccare le vesti di Cristo.

La donna ammalata mise all’opera la sua fede ed ottenne guarigione definitiva, Pietro dopo un primo momento, perse l’impeto e dovette nuovamente chiedere aiuto al Signore per non affondare.  Noi per non smarrire l’entusiasmo, abbiamo bisogno ogni giorno di edificare la nostra fede e possiamo farlo mentre riceviamo la Parola (Rema) di Dio. Essa è un alimento per la fede e va rinnovata quotidianamente, va nutrita leggendo la Bibbia e meditandola, va costruita agli incontri di culto, di studio e di preghiera.  Ecco perché tutte le attività svolte per il Signore sono importanti, perché ti permettono di rimanere in contatto con Lui e di ricevere quella fede che viene dall’udire.
Non sai il momento in cui il Signore ti toccherà il cuore per farlo vibrare, ma sai che Egli lo farà, perché la fede è certezza di cose che si sperano.

Al Signore sia la gloria!

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